Nucleare e Carbone la risposta "verde" dall’Europa

19/01/2023

Mentre l'Unione Europea, si prostra al pseudo aiuto degli USA, per i rifornimenti di gas. Sulla gestione del caro-energia, non solo insufficiente, ma ridicolo e inattuabile, i tedeschi come i francesi decidono di prendere strade diverse, ma contrarie a quello che ci hanno fatto intendere in sede CEE sino al momento, con i progetti Green.

La Germania, un paese in cui il governo è fortemente impegnato nell'energia pulita, si sta preparando ad accendere centrali elettriche a carbone. La mossa è ancora più impressionante considerando che i funzionari governativi insistono nel non riattivare le centrali nucleari ammuffite, o addirittura nel riconsiderare il calendario per il ritiro di quelle che rimangono attive. 

È una situazione strana e straordinaria per una nazione che ha recentemente annunciato che presto avrebbe soddisfatto tutte le sue esigenze energetiche con sole e brezze di vento estive.

In questo momento, la Germania, con il suo governo Green (chiacchiere per noi e per le altre nazioni del pianeta) è un paese fortemente impegnato a un progetto che fornisce la base legale per bruciare più carbone per generare energia, lo si vede nel Parlamento tedesco in questi giorni, con l'obiettivo di aumentare la produzione delle cosiddette centrali elettriche di riserva, che vengono utilizzate in modo irregolare per stabilizzare il sistema ed erano programmate per la disattivazione nei prossimi anni, come ha riferito l'agenzia di stampa pubblica tedesca Deutsche Welle alcuni giorni fa. 

"Il ministro dell'Economia tedesco Robert Habeck ha recentemente descritto l'attuale politica energetica tedesca come 'una sorta di braccio di ferro' con il presidente russo Vladimir Putin", in riferimento alla riduzione della fornitura di gas naturale da parte della Russia ai paesi che hanno imposto sanzioni dopo la questione Ucraina (in realtà però la crisi energetica è speculativa e programmata da altri attori, tra questi gli USA chiaramente).

A dicembre il primo ministro italiano Giorgia Meloni aveva dichiarato: "È fondamentale porre un argine alla speculazione. La posta in gioco per l'Europa sull'energia è molto alta, definisce la capacità dell'Europa di proteggere le sue famiglie e le sue imprese, senza lasciar prevalere logiche unilaterali secondo le quali gli Stati con maggior spazio fiscale fanno da se e quelli con scarsa capacità di spesa possono esse lasciati indietro. È evidente a tutti come un meccanismo con un grado diverso di tutela delle imprese in Europa da nazione a nazione produrrebbe una distorsione del mercato unico comune e penalizzerebbe non solo l'Italia, ma comprometterebbe l'intera Europa. Procedere in ordine sparso di fronte alla sfida epocale non solo sarebbe una illusione, ma si tradurrebbe in una realtà molto diversa da quella decantata in questi anni. Occorre fermare la speculazione e assicurare risorse a a tutti".

Ma poi passano i giorni e tutte queste diventano chiacchiere da salotto se non si procede a vere rivoluzioni, ed ecco i tedeschi ed i francesi andarsene per conto loro.

"Qualunque sia il percorso scelto dalla Germania, l'Istituto tedesco di ricerca economica, il centro di ricerca scientifica Forschungszentrum Jülich e l'Associazione tedesca delle industrie idriche ed energetiche (BDEW) concordano sul fatto che la perdita di gas naturale russo non può essere completamente risolta con altre fonti energetiche", in un articolo sempre del Deutsche Welle addirittura si legge: "Dicono che meno energia deve essere consumata in generale" (solo riducendo la popolazione dicono altri).

La situazione tedesca è una testimonianza preoccupante di dove è possibile arrivare se ci si impegna in un'idea futura "verde" ma che non trova posto, per far fronte alla necessità di abbondante energia affidabile e relativamente pulita.

Al contrario, la vicina Francia prevede di costruire 14 reattori nucleari perché nonostante i suoi obiettivi ambientali, prima pensa alle sue finanze poi al Green.

Ma non erano quelli che finanziavano (tedeschi e francesi) le proteste in Italia contro carbone e nucleare? E il male di tutti i mali l'Ilva di Taranto? La sua decarbonizzazione è notizia anche oggi al Tavolo sull'ex acciaieria al Ministero delle imprese e del made in Italy?

E non mi vengano a dire che il falso arresto di Greta Thunberg nella città tedesca di Luetzerath, è servito a placare gli scettici, alla fine anche le sue sono solo chiacchiere. Quella "è stata tutta una grande sceneggiata", come dice Diego Fusaro "che alla fine fa apparire la Greta Thunberg come avversata dal potere e in realtà, tra le righe rivela come ella sia l'icona di un ambientalismo che piace al potere, anzi del solo ambientalismo che piace al potere".

Diego giustamente dice: "Il paradosso sta nel pensare che a porre fine agli effetti siano coloro i quali coltivano le cause. Ecco perché l'ambientalismo neoliberale di Greta Thunberg piace tanto al padronato cosmopolitico, quello che si mostra a piè sospinto in tutte le sue principali figure, mentre stringe la mano a Greta Thunberg, mentre l'accoglie e la celebra in ogni maniera. Trattamento ben diverso rispetto a quello riservato a chi il potere realmente lo contrasta".

Visto il legame stretto con la scandinava degli ambientalisti tedeschi e francesi, al governo nei due paesi, adesso nuclearizzati e carbonati, l'immagine reale è proprio quella della sola possibile protesta contro l'aggressione all'ambiente, organizzata e diretta solamente da Lei.

Ma noi, al contrario di Greta siamo qui a smascherare la responsabilità della distruzione dell'ambiente di quei paesi che fingono difenderla.

Perché, mentre i francesi faranno il necessario per aumentare il funzionamento a lungo termine della centrali nucleari esistenti a quasi il doppio della capacità annuale, i tedeschi riempiranno il mondo con la loro energia sporca.

Senza dubbio la rappresaglia di Putin, dopo le sanzioni dell'occidente alla Russia, contro l'Europa ha aumentato sia i prezzi che le speculazioni sull'energia e sollevato preoccupazioni per i mesi bui a venire dopo un inverno così freddo. Ma, come gli aumenti dei prezzi del carburante negli Stati Uniti, i problemi della Germania e dell'Europa sono precedenti alla guerra in Ucraina e sono strettamente legati agli obiettivi della classe politica dei paesi europei e sul futuro dell'energia in assenza di un piano realistico per raggiungerli. Nel 2011, dopo che un terremoto e uno tsunami hanno innescato un disastro nella centrale nucleare di Fukushima in Giappone, il governo tedesco ha rinnovato il suo impegno a chiudere tutte le centrali nucleari e ottenere elettricità dal vento e dalla luce solare. La decisione è stata motivata dai timori dell'opinione pubblica sull'energia nucleare, ma anche dalla forte insistenza sul fatto, che questa fonte di energia, non ha posto in un futuro sostenibile.

Dove sono finite tutte queste belle parole? Chiacchiere solo Chiacchiere.

Ed in realtà, per puntare ad un futuro con tecnologie energetiche più pulite, più efficienti e meno inquinanti, lodevoli e condivise praticamente da tutti, bisogna muoversi su altri versanti e per arrivarci pianificare con cura e prendere decisioni realistiche.

Sfortunatamente per Noi, il popolo tedesco, quello francese e l'Europa in generale, spinta dalle chiacchiere della maggior parte dei nostri leader politici mondiali, si è affidata ai desideri e alla polverina magica della stampa Mainstream per creare un'utopia verde, che invece ha generato solo pezzi di carbone, e come dicono a Napoli:

"Chiacchiere e tabacchere 'e ligno, 'o Banco 'e Napule nun se 'mpegna".

Djàvlon

Fonte: Deutsche Welle; Diego Fusaro RadioRadio; Opib